In occasione dell’apertura della Fabbrica Italiana Contadina, scopriamo gli obiettivi perseguiti da Eataly con questo progetto internazionale.


FICO in realtà è la sigla per Fabbrica Italiana COntadina, aperta lo scorso 15 novembre alla presenza del Presidente del Consiglio Gentiloni, oltre al sindaco di Bologna. Precisamente si trova in via Canali 8, in una struttura molto grande – si parla di ben 100.000 mq, di cui l’ 80% al coperto e il restante 20% all’aperto.

All’interno sono predisposti non solo alimenti tipici emiliani, ma anche provenienti da tutta Italia, grazie a circa 40 tra ristoranti, negozi, chioschi e bar, ognuno con il proprio tema. Oltre all’immancabile pizza napuletana offerta da Rosso Pomodoro, un grande franchising  che esporta la pizza in tutto il mondo, vi si trovano anche prodotti classici come pesto e vino,  il primo prodotto con farina fatta in loco grazie ad un grande mulino a pietra; il secondo, invece, non comprende solo i vini più blasonati, come il nostro Chianti, ma molte varietà provenienti da tutta Italia, tra cui il Conero, un vino che compie 50 anni ed è disponibile anche in edizione limitata del ‘67.

Infine, l’olio e l’olivo sono rappresentati dalla Regione Liguria, la cui focaccia all’olio è tra i migliori preparati d’Italia, mentre il Piemonte propone il tartufo di Alba, di variante nero, tra i più pregiati e costosi al mondo. E infatti il suo appellativo di “oro nero” è proprio ben meritato.

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FICO è un progetto di Eataly, che porta le nostre tradizioni nel mondo con negozi a New York o Tokyo oltre che a Milano, Roma e Firenze.  FICO è oltretutto il primo parco tematico al mondo ritrattante solo alimenti contadini e non; il prossimo sarà in Francia, a Lione, ma arriverà per secondo, mentre noi in solo 4 anni dalla progettazione dell’idea abbiamo fatto questo capolavoro della tecnica e del bioetico.

Samuele Ercoli


Per approfondire:

FICO Eataly World Bologna

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