Esserlo senza motivo

Nell’ambito del progetto “Il Ceppo dei Lettori Selvaggi” pubblichiamo la recensione di Giovanni Tancredi Brilli al racconto “L’invidioso” tratto dalla raccolta “I difetti fondamentali” di Luca Ricci.

L’invidia è un sentimento che ci accomuna, ci unisce e ci divide allo stesso tempo. Nessuno è invidioso, ma tutti sotto la propria maschera nascondono un sentimento che corrode e consuma in silenzio. L’invidia è un malessere interiore che deriva dalla propria insoddisfazione ed è allietato solamente dalle disfatte altrui.

Cosa accade se questo sentimento entra in contatto con il mondo della pubblicazione letteraria e del mercato librario, che appare già di per sé un universo rocambolesco?

Luca Ricci ne L’invidioso, sesto racconto tratto da I difetti fondamentali, offre un ‘divertente’ scorcio di come l’invidia possa essere radicata e possa influenzare l’animo, anche nei casi in cui non vi sia motivazione. Ricci in questa storia mette a confronto la disputa tra due scrittori, in cui lo scrittore screditato diventa vittima dello scrittore di successo, sconvolgendo così l’ideologia secondo cui il debole invidia il forte.

Nel racconto Ricci affronta anche un altro tema, di solito trattato dagli addetti ai lavori, ovvero quello dei meccanismi che muovono il mercato librario e della funzione delle librerie oggi.

Otto pagine di narrativa in cui, con una punta di ironia, è possibile apprendere come il ruolo del libro stia cambiando negli ultimi anni, a causa della sua versatilità, e come le librerie siano specchio di una società sempre più consumistica, volta alla vendita del prodotto e non dei contenuti.

Otto pagine di narrativa in cui, evitando discorsi da “trombone” e senza perdersi in paraboliche spiegazioni, ma con una penna semplice ed incisiva, Ricci fa riflettere a come il mondo, oggi, si muova. Perché, in fin dei conti, le librerie non sono altro che un pretesto per descrivere noi stessi.

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