Soffocato dalla realtà

Nell’ambito del progetto “Il Ceppo dei Lettori Selvaggi” pubblichiamo la recensione di Endry Avdulay al racconto “Il solitario” tratto dalla raccolta “I difetti fondamentali” di Luca Ricci.

Mi congratulo con me stesso e col mio stoicismo nascente: l’ho guardata dallo spioncino soltanto per cinque volte”.  A parlare è il protagonista de Il solitario, racconto tratto da I difetti fondamentali di Luca Ricci “, che esprime la soddisfazione per aver saputo resistere alla tentazione di aprire la porta alla moglie.

Questo racconto, apparentemente inverosimile e bizzarro, è la storia di un uomo alla ricerca della giusta distanza dalla realtà, fonte di distrazione per chi, come lui, vuole scrivere un romanzo.

Mi sono riconosciuto molto nel protagonista, che vive una lotta interiore, tra una parte di sé che non vuole essere disturbato dalla moglie e dal mondo esterno e un’altra parte di sé che, invece, aspetta con impazienza di sentire i suoi passi da dietro la porta. Non vuole che la moglie entri in casa perché lo distrarrebbe, ma poi non fa altro che distrarsi guardando quest’ultima dallo spioncino; non vuole replicare ai discorsi della moglie, ma poi non può farne a meno.

Quante volte vi sarà capitato di voler “staccare tutto” e rimanere soli con i vostri pensieri? Quante volte vi sarà capitato di volere, ma non potere, perché per quanto cerchiate di isolarvi dal mondo staccando il citofono, tappezzando le finestre con dei giornali, buttando lo smartphone nella vasca dei pesci, i problemi, i doveri, i vincoli a cui siete sottoposti ogni giorno, verranno a bussare alla vostra porta, sempre più insistentemente, ricordandovi che sono lì ad aspettarvi. Proprio come la moglie del protagonista, essi non si perderanno d’animo davanti al vostro desiderio di isolamento. Perché in fin dei conti non possiamo fuggire dalla realtà, ma allo stesso tempo non dobbiamo farci fagocitare da essa, dobbiamo ritagliarci il tempo necessario per pensare a noi stessi e al nostro romanzo, cercando le giuste distanze tra noi e la realtà che ci circonda, perché come dice il protagonista un romanziere “non deve stare a guardare sempre giù in strada ma neanche solo dentro di sé. Deve buttare un occhio sul pianerottolo”.

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