Vacanza?! Non proprio

Nell’ambito del progetto “Il Ceppo dei Lettori Selvaggi” pubblichiamo la recensione di Annalisa Guidotti al racconto “Una vacanza carceraria” tratto dalla raccolta “Mastica e sputa” di Pino Roveredo.

Se penso alla parola vacanza, mi vengono subito in mente ricordi di me più o meno bambina, che mi diverto, corro, gioco, sono spensierata e libera. Libera d’andare da un luogo ad un altro, libera dagli impegni, libera dalle catene della società che ti impone, soprattutto quando sei adulto, di rispettare certi doveri.

Ci sono, però, delle catene da cui se sei un carcerato, come il protagonista di Una vacanza carceraria, racconto tratto da Mastica e sputa di Pino Roveredo, non puoi liberarti ed allora la vacanza si trasforma in un incubo.

Trentacinque giorni di inferno quelli vissuti dal protagonista della storia, trentacinque giorni in cui poco o niente è concesso, trentacinque giorni in cui nessuno ti rivela quale sarà il tuo destino.

Ma insomma, ma dov’è che devo andare? Sorpresa: questo è quello che si sente rispondere il protagonista ogni volta che chiede di poter sapere a quale carcere è stato destinato. Trasportato da una parte all’altra con le manette sempre più strette e la prostata gonfia fino all’inverosimile, il nostro personaggio attraversa molte città senza visitarle davvero, tanto che dopo l’ennesimo trasferimento esclama: “Dove siamo? Torino! Porca miseria, neanche a Torino c’ero mai stato, e adesso che ci sono, è come se non ci fossi”. 

Dietro sbarre fisiche e mentali, il protagonista di Una vacanza carceraria ci permette di osservare da un punto di vista privilegiato, il punto di vista di un carcerato, il mondo duro del carcere, in cui “nessuno si sogna di reclamare una fretta”, ma si perde “la dimensione dell’ora e del giorno”, un mondo di cui si sente parlare in televisione e sui giornali, spesso a causa del sovraffollamento.

Ed è da qui che prende le mosse il racconto di Roveredo, a proposito del quale “la galera assomiglia a un posto di mare, e le catene sembrano le onde che smistano le rotte mentre i detenuti diventano i marinai senza sole che danno un motivo alla partenza”.

 

Annunci